Mese: agosto 2014

Fuggi

Taci. Non è permesso
Parlar più
Sul nostro treno.
Silenzioso, sei libero
D’osservare fuori
La pioggia rigante
Il vetro. Con occhi
Vuoti.
Ascolta, solo
La melodia confusa
Rimbombante nelle tue
Sorde appendici.
Muto, grida baldoria, pure
Tutti ascolteranno, stupiti.
Nessuno sente.

Ascolta, mio caro,
Questo silenzio freddo.
Ascolta sul treno, uomo,
Nessuno parla, più.
Pazzo, impazzisci folle
Lettore, della loro
Mutevolezza ordinaria.
Salta dal tuono
Inarrestabile del treno e scappa
Da questa vita.

Fuggi bimbo,
Mia sola creatura, vergine.
Cresci alle semplici
Gioie ignorate.
Cresci seguace
Della natura.

Riposeremo ai boschi,
Leggendo il cielo sotto il nostro amore.

(Giorgio Pesti)

Figli

Eppure siamo sempre tutti
Intrinsecamente fallimentari.
Bambini come tu,
Primo dei fanciulli,
Tempo addietro ci mostrasti,
Ineffabile del nostro mondo.

Uomini, maledetti uomini
Vili, penosi e poveri.
Ti vedo e quasi, oh quasi,
Non vorrei, nascosto non vorrei
Vedere di quest’occhi.

Piccoli, sciocchi,
Drogati e pieni
Del nostro.
Cantarono sommi poeti
Già da tempo la sciagura,
Cantarono la vergogna e la bruttura,
Tali e quali ed oggi, forse
Ancora identiche.

Eppur di nuovo tralle
Disprezzanti parole,
Parole di disgusto e vili
Uomini bastardi, infami,
Lo senti?

Almeno tu, perlomeno tutti, spero
Che da soli, soli veramente si,
(Solitudini beate)
Io sono certo che l’amore,
Oh Dio grazie l’Amore, si
Lo sentite tutti.

(Giorgio Pesti)

Pereira

(Un omaggio al grande scrittore ed intellettuale Antonio Tabucchi)

Sedeva sull’autobus,
Solo, in disparte.
Le grasse gambe che dal sedile
Troppo stretto sporgevano.
Una signora, sulla sessanta,
Chiedendo di sedersi. Lui
Si alza, a fatica, pesante;
Cortese si siede lei.
Braccia sui braccioli, ritorna
Ad adagiare il suo grasso
Corpo sul suo sedile.
Guardalo, i capelli giustapposti,
Tagliati ad un’unica
Possibilità. Guardalo
Appoggiato mollemente
Alla sua sola sedia,
Circondato di insegne, vuote.
Guarda quegli occhi, gli occhiali
Cerchiandone la forma, il colore
Vanamente disperato del suo
Obeso viso.

Solo tra migliaia sta,
Seduto sul bus,
Semplice nella sua immobile forma sconveniente.
Guardalo! Guardalo!
Questo è il nostro uomo.
Guardalo, solo e semplice
Il più grande uomo della terra.

(Giorgio Pesti)