Figli

Eppure siamo sempre tutti
Intrinsecamente fallimentari.
Bambini come tu,
Primo dei fanciulli,
Tempo addietro ci mostrasti,
Ineffabile del nostro mondo.

Uomini, maledetti uomini
Vili, penosi e poveri.
Ti vedo e quasi, oh quasi,
Non vorrei, nascosto non vorrei
Vedere di quest’occhi.

Piccoli, sciocchi,
Drogati e pieni
Del nostro.
Cantarono sommi poeti
Già da tempo la sciagura,
Cantarono la vergogna e la bruttura,
Tali e quali ed oggi, forse
Ancora identiche.

Eppur di nuovo tralle
Disprezzanti parole,
Parole di disgusto e vili
Uomini bastardi, infami,
Lo senti?

Almeno tu, perlomeno tutti, spero
Che da soli, soli veramente si,
(Solitudini beate)
Io sono certo che l’amore,
Oh Dio grazie l’Amore, si
Lo sentite tutti.

(Giorgio Pesti)

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2 comments

  1. Bella poesia. Non faccio una scheda delle motivazioni o altro perché mi sembra stupido soltanto studiarla un’opera. Ti dico solo che hai reso dolci delle parole forti. Anche se sa di qualcosa ancora attaccato al passato.

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