Fuggi

Taci. Non è permesso
Parlar più
Sul nostro treno.
Silenzioso, sei libero
D’osservare fuori
La pioggia rigante
Il vetro. Con occhi
Vuoti.
Ascolta, solo
La melodia confusa
Rimbombante nelle tue
Sorde appendici.
Muto, grida baldoria, pure
Tutti ascolteranno, stupiti.
Nessuno sente.

Ascolta, mio caro,
Questo silenzio freddo.
Ascolta sul treno, uomo,
Nessuno parla, più.
Pazzo, impazzisci folle
Lettore, della loro
Mutevolezza ordinaria.
Salta dal tuono
Inarrestabile del treno e scappa
Da questa vita.

Fuggi bimbo,
Mia sola creatura, vergine.
Cresci alle semplici
Gioie ignorate.
Cresci seguace
Della natura.

Riposeremo ai boschi,
Leggendo il cielo sotto il nostro amore.

(Giorgio Pesti)

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