Dubbio, insicurezza. La speranza dell’errore.

Limitati d’innumerabili
Catene ferreamente imposte
Dormono umani volti
Trasfigurati e tranquilli.

La donna col volto appoggiato
Alla mano, chiusa, a pugno
Vuota. Gli occhiali
Rimossi, non c’è sole
Che possa ferire gli occhi suoi.

Assopiti i visi, si cullano
Di ripetute, tristi e melodiche,
Canzonacce da becchino.
Come depravati la vergogna
Assiste ogni loro linguaggio,
Serrandone la lingua.

I denti, cariati di tutto
Questo zucchero,
Spillano rosse lacrime colanti
Per le gole, al sapore
Della menta più fresca.

Dorati paradisi, consumati,
Fremono stridenti
Tra mente e gli occhi.
Gli occhi puntati avanti,
Non roteanti ma immobili,
Non raggiungono mai la loro
Meta.

Metà morti, metà fantasmi,
E poi è nebbia, indecisione,
Dubbio, insicurezza.
La speranza dell’errore.

(Giorgio Pesti)

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