Il fruttivendolo

Mani, cotte dal sole, e sudici
Panni e drappelli
Coprono il corpo segnato.
Non dolore, non vergogna,
Verità.

Cultura e vita si profuma
L’acre odore e la fortuna
Che nella sua
personalissima grotta
Emana la frutta.

Sinceramente vive, tranquillo
Nell’arte vera che coltiva.
Padre d’ognuna delle sue creature, Ne ama e conosce,
Vizi e virtù d’ognuna.
Seleziona e dona.

Ecco gli occhi, siamo agli occhi,
Scavati nel cranio ispido.
Attorniati di dura pellaccia e grinze
Sorridono la loro
Esperienza terrena.

Sorridono e sorride la rigonfia
Pancia del caro signore.
Lo vedi no? Non lo guardar male!
Guarda il suo sguardo!
Il signore ti porge i suoi frutti.

Oh no, no lui non vende nulla.
Condivide vita, non vende pelle,
Non si vendono i sapori che si muovono
Nella dimora sua.

Ascoltalo, lettore,
Questo è il suo canto.
Ascolta il poeta, questo è l’artista,
Il suo canto è della frutta.

(Giorgio Pesti

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